di Annalisa Caricato
Ci sono opere che nascono da una tecnica.
Altre da un’urgenza.
La mia Madonna con la gabbia dorata nasce da entrambe.
È fatta di carta, piume e memoria.
È fragile come una ferita e resistente come chi ha imparato a starci dentro.
A ottobre sarò a Roma, e con me ci sarà un pezzo simbolico della mia terra: la Puglia.
La mia Madonna con la gabbia dorata porterà con sé non solo carta e piume, ma radici, storie e visioni del Sud che resiste.
Sarà esposta nella mostra ospitata dal 9 al 18 ottobre presso lo spazio “Miracoli” in Via del Corso, accanto alla Chiesa di Santa Maria dei Miracoli.
Lo ha annunciato anche la Gazzetta del Mezzogiorno, raccontando il mio percorso artistico e la scelta simbolica dietro questa mostra:
“La sua Madonna con la gabbia dorata sul capo di piume sarà ospitata… Le sue opere – collage tridimensionali e sculture in carta e materiali di recupero – affrontano temi profondi come la resilienza, la condizione femminile, l’oscuramento dell’essere umano e la trasformazione delle ferite in coraggio.”
La gabbia che porto nelle mie opere non è un ornamento.
È l’eredità simbolica di ogni corpo costretto, giudicato, frenato.
Ma se attraversata, quella gabbia può mutare.
Può diventare una corona: un simbolo di potere interiore conquistato, non con la forza, ma con la trasformazione.
Questa visione non resta chiusa in una cornice.
Nel progetto AgileFragile, porto queste opere nei luoghi più fragili: carceri, ospedali, laboratori con donne che hanno vissuto traumi.
Lì l’arte non è decorazione. È un varco.
Una via per riscrivere il proprio significato, anche a partire dagli “scarti”.
Ogni opera che porterò a Roma ha una storia.
Ogni frammento è stato scelto, ascoltato, trasformato.
Non è solo una mostra.
È un manifesto vivo.
È la mia storia, ma è anche la tua.
Se hai attraversato il dolore nella gabbia e ne sei uscita diversa, allora questa mostra ti appartiene.
Vuoi ricevere un invito per la mostra a Roma?
Scrivimi in DM o via mail.
Ci sarà posto anche per la tua storia.
