La Madonna della Liberazione

Simbolo centrale dell’iconografia religiosa cristiana, la figura della Madonna è spesso rappresentata come essere sottomesso alla volontà divina. Eppure, una lettura attenta delle Sacre Scritture ci restituisce un’immagine diversa: Maria compie una scelta consapevole, radicale, coraggiosa. In un’epoca in cui alle donne era imposta la sottomissione, lei accetta un destino straordinario, rompendo i canoni religiosi e sociali del suo tempo.

Ha scelto di portare in grembo il figlio di Dio, sapendo che questo avrebbe potuto costarle la vita. Ha rischiato la condanna, l’emarginazione, la lapidazione. Eppure ha detto sì. Un sì che non è sottomissione, ma ribellione. Un atto di fedeltà a una verità interiore più grande della paura.

In quest’opera, la Madonna viene reinterpretata come figura di rinascita e liberazione. I suoi capelli sono piume di carta: fragili, ma leggere, agili, pronte al volo. Sulla testa, una gabbia si trasforma in corona: simbolo di un processo alchemico di consapevolezza e trasformazione.

Maria rappresenta tutte le donne che, in ogni epoca, hanno avuto il coraggio di scegliere sé stesse. Quelle che hanno attraversato il dubbio e la solitudine, quelle che hanno spezzato catene invisibili per seguire il proprio sentire e diventare pienamente se stesse. In lei si riflettono madri, figlie, ribelli e visionarie. Donne che hanno detto sì alla vita anche quando questo significava andare contro tutto.

Di fronte alla figura, ho collocato un inginocchiatoio: simbolo di caduta e di elevazione. Su di esso sono evocate le cinque ferite emozionali, rappresentate da cinque colori:

 Rifiuto
Abbandono
Umiliazione
Tradimento
Ingiustizia

Ferite invisibili ma profondamente umane, che molte donne portano dentro, e che possono diventare feritoie da cui passa la luce.

Il coraggio di Maria è oggi un atto di elevazione spirituale: non obbedienza cieca, ma ascolto profondo di una chiamata interiore. È in questo gesto libero e rivoluzionario che la gabbia diventa corona e l’obbedienza si fa forza creatrice.
Una figura al tempo stesso agile e fragile, come ogni vera metamorfosi.

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